06/10/2024Don Cherry | Roberto Ottaviano “Desireless” trioDOMENICHE IN JAZZPalazzo Blu

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Don Cherry | Roberto Ottaviano “Desireless” trio

Roberto Ottaviano – sax
Giovanni Maier – contrabbasso
Zeno De Rossi – batteria

Don Cherry è stato un’icona del jazz afro-americano, nato il 18 novembre 1936 a Louisville, Kentucky, e scomparso il 19 ottobre 1995. Conosciuto per il suo stile distintivo e innovativo alla tromba, Cherry è stato un esploratore delle musiche mondiali. Collaborò con figure emblematiche come Ornette Coleman e Coltrane, contribuendo a definire il movimento del free jazz. Il suo approccio unico e il suo talento creativo hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del jazz. Cherry è anche ricordato per il suo impegno nella fusione di influenze musicali diverse, tra cui elementi della musica africana e orientale. A Pisa ha suonato per la prima volta il 23 luglio del 1975, al Parco dell’Unione Sportiva Tirrenia.

Roberto Ottaviano dopo lo studio del clarinetto al conservatorio di Bari, influenzato da Lester Young e John Coltrane, sceglie il sassofono e studia a Perugia strumento con Federico Mondelci e poi armonia e composizione con Walter Boncompagni, Giacomo Manzoni e Luigi Nono. Dopo un incontro con Steve Lacy, si concentra sul sax soprano. Frequenta stage con Evan Parker e Jimmy Giuffre e studia composizione jazz con Ran Blake, Bill Russo e George Russell negli Stati Uniti. Ottaviano è stato membro dell’orchestra di Andrea Centazzo, collaborando con numerosi musicisti di spicco. Ha pubblicato il suo primo album, “Aspects”, nel 1983 e ha formato un quartetto con Arrigo Cappelletti nel 1986. Ha fondato l’ensemble di ottone “Six Mobilies” nel 1988 e ha inciso vari album, tra cui “Items from the Old Earth” nel 1990. Ha collaborato con artisti come Dizzy Gillespie, Art Farmer e Chet Baker, e ha suonato in festival jazz internazionali. Come insegnante, ha tenuto corsi in diverse città e conservatori, e ha pubblicato il libro “Il Sax: Lo strumento, la storia, le tecniche” nel 1989. Attualmente insegna jazz al Conservatorio N. Piccinni di Bari. A Pisa ha suonato nell’ambito della rassegna “La Nuova Onda” nel 1979 presso il Cinema Nuovo e alla Limonaia.

Francesco Martinelli è impegnato fino dagli anni Settanta nella diffusione della cultura jazzistica in Italia come organizzatore, giornalista, saggista, traduttore, insegnante e conferenziere. Ha collaborato alla fondazione di Pisa Jazz nel 1974 e poi del CRIM, che ha organizzato le memorabili Rassegne Internazionali del Jazz di Pisa (1976-1982); successivamente ha promosso concerti e rassegne (Arsenale Musica, la Nuova Onda, Instabile’s Festival, An Insolent Noise).
Ha sostenuto la fondazione a Pisa dell’Europe Jazz Network, oggi una delle reti di cooperazione culturale più importanti d’Europa, e partecipa alle sue attività con interventi e articoli. Come giornalista ha collaborato a musiche, Musica Jazz, Il Giornale della Musica, Coda, e numerose altre riviste di jazz internazionali. Attualmente scrive di jazz per la rivista americana New York City Jazz Record e di musiche tradizionali per la rivista inglese Songlines. In ambito accademico ha pubblicato l’articolo “Establishing Italian Jazz on the International Scene 1960-1980” sul peer reviewed European Journal of Musicology. Dopo aver pubblicato volumi discografici su Anthony Braxton, Evan Parker, Joelle Léandre e Mario Schiano ha iniziato a tradurre libri di musica dall’inglese negli anni Ottanta, ideato e condiretto la Collana di cultura musicale in collaborazione tra EDT e Siena Jazz e la collana Sonografie con la pisana ETS, pubblicando cone curatore e traduttore opere monografiche su Leo Smith, Django Reinhardt, Lee Konitz, John Coltrane, Charlie Parker, Charles Mingus, Dexter Gordon, Derek Bailey, Steve Lacy, Albert Ayler e Chet Baker oltre a opere di riferimento come la Storia del Jazz (due edizioni), la Guida agli Standard e la Storia del Delta Blues di Ted Gioia. Collabora all’Enciclopedia della musica Treccani (2025). Ha approfondito l’influenza delle culture del mondo islamico sul jazz delle origini e sul blues (Survivals from Arabic in Blues Texts as Proof of Influence of Islamic Civilizations in African-American Music, Current Research in Jazz). Nel 2017 ha collaborato con il Barbican di Londra per la sezione jazz della mostra Boom For Real dedicata a Jean-Michel Basquiat e alla musica. Ha coordinato un vasto progetto internazionale promosso dall’Europe Jazz Network per la redazione di una storia del Jazz in Europa pubblicata dalla inglese Equinox nel 2018 (45 capitoli, 752 pagine).  Ha insegnato per diversi anni a Istanbul alla Bilgi University. Insegna Storia del Jazz e della Popular Music presso i Conservatori Verdi di Torino e Mascagni di Livorno, oltre che alla Siena Jazz University, dove si è occupato per molti anni dell’Archivio Polillo. Nell’ambito delle attività di Pisa Jazz da diversi anni cura le Domeniche in Jazz presso Palazzo Blu.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti – registrazione obbligatoria. COME PRENOTARE: La prenotazione si effettua esclusivamente online attraverso il sito www.eventbrite.it.
IN CASO DI RINUNCIA SI PREGA DI ANNULLARE LA REGISTRAZIONE SUL SITO STESSO DI EVENTBRITE O CONTATTANDO L’ORGANIZZAZIONE.

Orario

(Domenica) 11:00(GMT+00:00)

Location

Palazzo Blu

9 Lungarno Gambacorti 56125 Pisa

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